Israele assedia l’ospedale Shifa

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13 novembre, lunedì – L’esercito israeliano sta assediando l’ospedale al-Shifa, a Gaza, dal 10 novembre. Israele giustifica l’azione militare condotta verso il principale ospedale di Gaza ritenendo che al di sotto del nosocomio vi sia, in una rete di tunnel, il quartier generale di Hamas a Gaza (di cui esistono anche delle ipotetiche ricostruzioni) e che l’organizzazione militare stia usando l’ospedale e i pazienti come scudi umani. La notizia al momento non è confermabile in maniera indipendente ed è negata da Hamas.

Il blocco dei rifornimenti di acqua e cibo, ma soprattutto di carburante, ha, di fatto, bloccato l’attività dell’ospedale Al-Shifa, così come riportato anche dal Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, mentre resta incerto il numero di pazienti ancora ricoverati all’interno dell’ospedale e di quanti civili si siano rifugiati nella struttura per sfuggire ai bombardamenti israeliani. Diverse fonti riportano la notizia dei primi decessi causati dall’interruzione di macchinari e apparecchiature salvavita, fra cui neonati, destinati a crescere con il perdurare dell’assedio.

L’Unione Europea, attraverso il suo Alto Rappresentante Josep Borrell, ha ricordato come “il diritto umanitario internazionale affermi che gli ospedali, gli approvvigionamenti medici e i civili all’interno degli ospedali vadano protetti.”

Le forze armate israeliane hanno affermato di aver lasciato taniche di carburante all’ingresso dell’ospedale, non è possibile stimare quanto siano sufficienti questi approvvigionamenti energetici anche perché non è noto quanta parte dell’ospedale sia ancora attiva.

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